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Il processo a
Ordine Nuovo
1971
1973
AUDIOGUIDA
La rivendicazione dell’assassinio
Un movimento eversivo
Ordine Nuovo (ON) nacque come centro studi e corrente politica filo-nazista (il motto «il nostro onore si chiama fedeltà» è ripreso dalle SS tedesche) all’interno del Movimento Sociale Italiano (MSI) nel 1954 e fu promosso da Pino Rauti, Clemente Graziani, Paolo Andriani, Paolo Signorelli e il giovane Stefano Delle Chiaie.
Dopo il congresso di Milano del novembre 1956 che vide l’affermazione nell’MSI del segretario Arturo Michelini (considerato moderato da ON) il gruppo di Rauti si scisse dal partito dando vita a un gruppo extraparlamentare strutturato come nucleo d’avanguardia composto da quadri politici.
Dalla metà degli anni Sessanta ON avviò legami stabili con lo Stato Maggiore dell’Esercito in chiave anticomunista, tramite la collaborazione tra Rauti e il generale Giuseppe Aloia e l’inserimento di personale ordinovista nella sezione «Guerra psicologica» guidata dal maggiore Adriano Magi Braschi.
Nel 1965 Rauti, Guido Giannettini e Graziani parteciparono come relatori al convegno di Roma «La Guerra rivoluzionaria», dove fu messa a punto la dottrina che darà forma alle attività eversive dell’estrema destra negli anni Settanta.
Il 14 novembre 1969, dopo l’elezione di Giorgio Almirante come segretario dell’MSI, una parte di ON guidata da Rauti rientrò nel partito mentre restarono fuori dirigenti come Graziani, Elio Massagrande e Roberto Besutti, che diedero vita al rinominato Movimento Politico Ordine Nuovo (MPON).
Il 12 dicembre 1969 la cellula ordinovista veneta guidata da Franco Freda e Giovanni Ventura compì la strage di Piazza Fontana a Milano, come fu dichiarato nella sentenza della Corte di Cassazione del 2005.
Legge Scelba: la prima volta
Nel 1971 l’attività eversiva del MPON portò Vittorio Occorsio, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ad aprire un’inchiesta per ricostituzione del partito fascista. Il processo che ne seguì coinvolse Graziani e altri 39 dirigenti. Nel novembre 1973 il MPON venne sciolto, con provvedimento del Ministro dell’Interno Paolo Emilio Taviani, a seguito della condanna degli imputati. Fu la prima volta dall’entrata in vigore della legge Scelba del 1952.
Dopo gli anni di impunità, di cui l’estrema destra eversiva aveva goduto nel clima della Guerra Fredda, la condanna in sede penale di ON e lo scioglimento che ne seguì furono visti come un mutamento radicale, che doveva essere punito. E questa fu la motivazione dell’assassinio di Occorsio rivendicata con i volantini lasciati accanto al suo corpo, esposti nella mostra.
L’assassino
Il killer, Pierluigi Concutelli, utilizzò una pistola mitragliatrice Ingram. L’Ingram era stato venduto dal fabbricante alla Polizia della Spagna franchista e da questa era infine pervenuta a Concutelli in cambio dei suoi servigi resi alle dittature spagnola e cilena, tra i quali l’attentato contro il vicepresidente della Democrazia Cristiana cilena in esilio a Roma. Bernardo Leighton, uomo di grande prestigio morale, fu colpito alla testa; quando la moglie, Anita Fresno, si chinò su di lui per soccorrerlo, il killer le sparò alla nuca. Entrambi non morirono, ma subirono conseguenze gravissime e irreversibili. Concutelli fu assolto per insufficienza di prove da questo delitto, ma la sua responsabilità emerse in seguito e risultò nel processo concluso con la condanna dei capi del Servizio segreto cileno.
“Meno bandiere, più tritolo”, in «L’Espresso» n. 7/1971
7 febbraio 1971
In seguito alla pubblicazione di questo e di altri articoli, apparsi su quotidiani e riviste nei primi mesi del 1971, la Procura della Repubblica di Roma dispose l’avvio di indagini negli ambienti della destra extraparlamentare.
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA, PROCESSO A CLEMENTE GRAZIANI E ALTRI
«Noi Europa», ciclostilato del circolo culturale europeo di Tivoli “Drieu La Rochelle”
senza data
Nell’aprile 1971, l’avvocato Domenico Servillo presentò una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma contro la rivista «Noi Europa». Questo portò il pubblico ministero Vittorio Occorsio a disporre una perquisizione presso il circolo culturale europeo di Tivoli “Drieu La Rochelle”. Le indagini legate agli articoli e al documento ciclostilato confluirono nel procedimento avviato dalla Procura della Repubblica di Roma dopo il lancio di sassi contro la sede della Democrazia Cristiana, atto rivendicato dal MPON.
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA, PROCESSO A CLEMENTE GRAZIANI E ALTRI
Sassaiola contro la sede della Democrazia Cristiana in piazza del Gesù a Roma
1971
Fotografie di Roberto Colareti scattate sul luogo dell’agguato il 24 marzo 1971. Si riconosce Palazzo Cenci – Bolognetti, storica sede della Democrazia Cristiana in piazza del Gesù. In evidenza i danni, provocati dal lancio di sassi contro le finestre dell’edificio, e i volantini di rivendicazione a firma del Movimento Politico Ordine Nuovo. A seguito dell’accaduto, la Procura della Repubblica di Roma aprì un fascicolo affidando l’indagine al sostituto procuratore Vittorio Occorsio.
Archivio di Stato di Roma, Processo contro Clemente Graziani e altri
«La guerra rivoluzionaria» di Clemente Graziani
1963
Appendice del secondo numero della rivista «Ordine nuovo», anno IX – apr. 1963.
L’autore si sofferma sul concetto di «guerra non ortodossa»: un conflitto che non prevede la contrapposizione tradizionale di due eserciti bensì aspira all’annientamento dell’avversario marxista-leninista attraverso le sue stesse dinamiche sovversive.
Graziani analizza le strategie della guerriglia messa in atto da rivoluzionari come Mao Tse-Tung in Cina, da Ernesto Guevara a Cuba e dai Viet Minh in Indonesia, per poi individuare nel radicamento delle masse, nella propaganda politica e nel terrorismo sistematico gli elementi chiave della guerra totale al comunismo.
Affinché si compia quanto teorizzato, l’autore propone l’addestramento di combattenti attraverso corsi di formazione ideologica. Questi sono previsti per i dirigenti del Movimento Politico Ordine Nuovo ai quali si consiglia lo studio dei testi di Guènon ed Evola, oltre al «Mein Kampf» di Hitler.
Archivio di Stato di Roma, Processo contro Clemente Graziani e altri
«Le mani rosse sulle Forze Armate» di Flavio Mesalla
1966
Monografia del “Centro studi sulla guerra psicologica”. Fu pubblicata nel 1966, su mandato del generale dell’Esercito Giuseppe Aloja per screditare il rivale Giovanni De Lorenzo, generale dell’Arma dei Carabinieri, che si dimostrava contrario alla politicizzazione delle Forze Armate in chiave anticomunista. Il fondatore del “Centro Studi Ordine Nuovo” Giuseppe Rauti e l’agente segreto Guido Giannettini furono gli autori del libello, che firmarono con lo pseudonimo di Flavio Mesalla.
Il testo non rivelò solo un conflitto personale, ma fece emergere i dissidi interni agli apparati militari la cui conoscenza, da parte dell’opinione pubblica, destò grande preoccupazione negli ambienti del governo, già inquieti per lo scoppio imminente del Caso Sifar. Le conseguenti pressioni governative indussero Aloja a ritirare dal commercio lo scritto, che riscosse comunque un ampio successo nel mondo della destra extraparlamentare sensibile al tema della guerra rivoluzionaria.
Archivio di Stato di Roma, Processo contro Clemente Graziani e altri
«Noi. Periodico politico-economico»
1971
Primo numero della rivista apparso in sedici edicole di Roma nel marzo 1971. Il periodico, che rappresentava l’organo di stampa del movimento, fu edito a Latina nello stabilimento tipografico di Tommaso Stabile e diretto da Elio Massagrande, entrambi esponenti del Movimento Politico Ordine Nuovo. Il documento presenta sottolineature a penna rossa riconducibili all’attività di studio svolta dal PM Vittorio Occorsio durante le indagini; i passaggi evidenziati si riferiscono alla costituzione e agli scopi perseguiti dal Movimento.
Archivio di Stato di Roma, Processo contro Clemente Graziani e altri
Ordine di cattura di Clemente Graziani
1971
Ordine di cattura emesso dal sostituto procuratore contro Clemente Graziani. A conclusione del documento è presente il timbro apposto dalla Procura di Roma e validato dalla firma di Vittorio Occorsio.
Divenuto segretario nazionale del Movimento Politico Ordine Nuovo nella riunione costitutiva del 21 dicembre 1969, Clemente Graziani fu il leader e il teorico della “destra radicale” in seguito al rientro di Giuseppe Rauti nelle file del MSI.
Archivio di Stato di Roma, Processo contro Clemente Graziani e altri
Appunti di Vittorio Occorsio per la requisitoria contro il Movimento Politico di Ordine Nuovo
1973
Appunti manoscritti redatti dal pubblico ministero Vittorio Occorsio per la stesura della requisitoria pronunciata il 7 novembre 1973 davanti al Tribunale penale di Roma. Il PM definì il Movimento Politico Ordine Nuovo incostituzionale, ai sensi dell’art. 1 della Legge 645/152 (nota come Legge Scelba), e finalizzato alla riorganizzazione del disciolto partito fascista. Occorsio operò una distinzione tra gli imputati che avevano promosso, organizzato e diretto il movimento e quelli che avevano aderito senza ricoprire ruoli apicali. Le condanne più aspre vennero richieste nei confronti di Clemente Graziani, Elio Massagrande, Roberto Besutti e Leone Mazzeo, tutti firmatari della “Lettera aperta ai dirigenti e militanti di ON”, primo documento del Movimento Politico Ordine Nuovo diffuso nell’ottobre del 1969.
Archivio di Stato di Firenze, Processo contro Pierluigi Concutelli e Gianfranco Ferro
«Simili minacce potrebbero sorprendere chi non vi conosce ma non certo chi vi parla, che ormai dal marzo 1971 ha imparato molto sul vostro movimento. Però confermano che in una nazione civile e democratica non c’è spazio per voi»
PROCESSO A CLEMENTE GRAZIANI E ALTRI, REQUISITORIA, 7 NOVEMBRE 1973